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Camminare e pensare: quando far sport diventa libro

Mercoledì 27 Aprile 2022 20:12 stefano
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Ci sono abitudini e stili di vita che la pandemia ha stravolto, altri invece che si sono semplicemente adattati alla stessa per sopravvivere, in qualche modo riuscendoci. Camminare e pensare rientrano abbondantemente in questa categoria.


Innanzitutto perché vengono sicuramente facilitati (specie il primo) dai luoghi aperti ma non del tutto impediti da quelli chiusi, in secondo luogo perché forse mai come nei momenti destabilizzanti l’essere umano ha bisogno di spazi, di qualunque natura essi siano, grazie ai quali respirare e per certi versi liberarsi, se non in volo, quanto meno dentro.

 

Forse anche per le ragioni di cui sopra, c’è chi questo tandem comportamentale ha deciso non solo di praticarlo ma pure di documentarlo e raccontarlo attraverso un libro. Si chiama Pippo Degrandi, è un giornalista professionista dal 1988 (2 Olimpiadi come inviato all’attivo) e consulente Libertas per la comunicazione ormai da qualche anno, un discreto passato agonistico alle spalle ma soprattutto l’intatta voglia di vivere il mondo sportivo contestualizzandolo il più possibile con la realtà del momento. Così è nato FAI CAMMINARE I TUOI PENSIERI, recentemente pubblicato da Pathos Edizioni. Un diario, molto prima che un libro, meglio ancora un matrimonio fra lo sport praticabile dal corpo e quello richiesto dalla testa per essere completamente a suo agio. Oppure, come del resto suggerisce il sottotitolo, un viaggio tra mente e coscienza, laddove le urgenze di risposte da ricevere presentate dalla seconda rimbalzano prepotentemente fino ai piani alti abitualmente frequentati dalla prima e creano un sano contraddittorio dialettico, dalle dinamiche quasi mai scontate.

Se invece si preferisce banalizzare, FAI CAMMINARE I TUOI PENSIERI è un resoconto, forse in taluni passaggi fin troppo dettagliato e prolisso, di ciò che si pensa camminando o, meglio ancora, grazie al cammino, ma una chiave di lettura simile rischia d’essere un tantino riduttiva rispetto al quadro d’insieme dell’opera che prende sì spunto da episodi quotidiani e in quanto tali sovente minimali ma poi spazia su terreni e considerazioni potenzialmente validi o comunque interessanti anche per chi, di quella specifica contingenza, non è a conoscenza e non avverte nemmeno il bisogno di esserne messo al corrente.

Certo, non è un libro nel senso classico del termine e anzi, chi di ciò va in cerca rimarrebbe probabilmente deluso. Ma la prospettiva da cui porsi, per approcciarsi eventualmente alla lettura, è infatti l’esatto opposto rispetto a quella che tradizionalmente accompagna la scelta d’un romanzo in generale e di un giallo in particolare: non un robusto e possibilmente accattivante filo logico da cui farsi guidare ma un imprevedibile slalom fra le emozioni quotidiane come solo i pensieri, nella loro ingestibilità, possono offrirti. Per questo, anziché consumarlo pagina dopo pagina (in tutto sono 326), il consiglio che viene spontaneo darvi è frequentarlo saltabeccando qua e là, tra un giorno e l’altro dei 100 in cui il viaggio si articola, lasciandosi magari incuriosire dal titolo della singola puntata, riportato in quello che non a caso l’autore ha deciso di chiamare indice del cammino. Seguendo questa traccia, si scoprirà che ogni pensiero quotidiano gode di vita propria (non ha cioè bisogno dei precedenti né dei successivi per avere un senso) ma al tempo stesso è giustificato, quasi legittimato dagli altri 99.

Se tutto ciò ha stuzzicato la vostra voglia di andare oltre, non vi resta che cercare FAI CAMMINARE I TUOI PENSIERI su www.pathosedizioni.it, alla sezione manuali della home o direttamente sul catalogo. Buona lettura, pardon buon cammino a tutti!

 

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