Lanza e Martinetti altri 4 anni al timone

Sabato 19 Settembre 2020 10:52 stefano
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Numerosi e qualificati studi sostengono che, tra gli abitanti di questo pianeta, l’uomo sia per certi versi quello dotato di maggior capacità di adattamento.

Magari lì per lì si agita, drammatizza, gli sembra impossibile cambiare abitudini e dinamiche ormai consolidate, poi però ragiona, elabora e comincia a convivere col problema, di qualsiasi natura o portata esso sia. E alla fine quasi sempre si ritrova ad accettare situazioni e soluzioni che, glielo avessero detto prima, mai e poi mai gli sarebbero sembrate percorribili. Tale teoria non può che uscire rafforzata dal momento emergenziale creatosi nel mondo intero a causa del Covid e, volendo, può esser estesa, con le dovute proporzioni e interpretazioni, anche a tutte le piccole o grandi vicende che cadenzano il nostro vivere quotidiano. Non sembri allora eccessivo o quasi profano applicarla anche all’iter, assolutamente atipico e per alcuni aspetti persino surreale, seguito questa volta dal consueto appuntamento quadriennale delle Assemblee Elettive Ordinarie del Centro Regionale Libertas del Piemonte e del Centro Provinciale Libertas di Torino. Innanzitutto è cambiato il luogo: dai tradizionali locali di Rivoli, sede di entrambi i Centri, al Salone Polivalente di Borgaro Torinese, logisticamente più confacente alle procedure che la particolare situazione sanitaria rendeva in questo caso prioritarie. Poi, sempre nel rispetto delle norme anti-Covid in vigore, è mutato un po tutto il contesto comportamentale: niente abbracci, qualche timida “gomitata” di saluto al posto delle consuete strette di mano e l’oggettiva difficoltà a individuare, dietro le mascherine ormai nostre quotidiane compagne di viaggio, persone che conosci da decenni e ora rischi quasi di passar maleducato se, non riconoscendole, non le saluti o quanto meno lo fai in modo formale! In mezzo a tali, fisiologiche novità, capaci di rendere incerta anche la navigazione abitualmente più spensierata, non sono però mancati i punti fermi che mai come nei momenti critici generano a loro modo tranquillità nell’equipaggio. A cominciare dai volti delle 2 persone che, proseguendo nell’allegoria, ormai da tempo sono al timone delle barche di cui stiamo parlando: Enrica Lanza e Fulvio Martinetti, presidenti rispettivamente del Centro Regionale Piemontese e del Centro Provinciale di Torino. Intendiamoci: nemmeno per loro, l’approccio a questa Assemblea è stato agevole e automatico, tutt’altro. Qualche onda agitata, specie verso fine navigazione hanno dovuto affrontarla ma è in frangenti simili che si misura l’esperienza e la capacità d’un buon capitano. Non a caso entrambi, nelle relazioni con cui hanno chiuso il quadriennio appena terminato e si sono contemporaneamente ricandidati per quello successivo, non hanno fatto mistero di quanto complicata e articolata sia la situazione dello sport di base: lo era già prima del Covid e lo è a maggior ragione adesso che anche le certezze apparentemente più incrollabili si sono invece disciolte come neve al sole. Mai come in questo momento si può infatti parlare di navigazione a vista, ma la pima conseguenza di ciò, per un dirigente che si rispetti, non si chiama rassegnazione bensì senso di responsabilità: esattamente quello che ha convinto sia Enrica Lanza sia Fulvio Martinetti a rimettersi con successo in gioco anche per il prossimo quadriennio, a dispetto di qualche onda più agitata del solito e dell’umanissima tentazione di tirare i remi in barca e godersi il mare dalla spiaggia, sotto a un ombrellone invece che nel bel mezzo di una tempesta. Insomma, tra realismo e metafore, il dato di fatto è che la navigazione prosegue. Alternando speranze e prudenza, progetti e risparmi, inventiva e burocrazia. Ma cercando di capire sempre dove soffia il vento e, possibilmente, seguirlo, per stare al passo con i tempi e con i mutamenti che gli stessi operano su tutto, esigenze di mercato comprese. Uno sforzo nel quale la Libertas piemontese è impegnata ormai da anni, come testimonia anche l’ultima iniziativa con cui ha ancora una volta interpretato un ruolo-guida per l’Ente a livello nazionale: il primo corso di Professionista del Benessere psicofisico, con tanto di certificazione europea in linea con le nuove normative in materia, che è diventato anche il fiore all’occhiello della serata di Borgaro Torinese perché, a cavallo fra l’Assemblea Provinciale e quella Regionale, sono stati presentati e premiati sia i partecipanti sia i loro docenti. Continuità e rinnovamento: due modi di procedere apparentemente in contrasto tra di loro ma che invece, se opportunamente veicolati, possono non solo convivere ma persino produrre un cocktail vincente. Enrica Lanza e Fulvio Martinetti lo sanno bene e sono pronti a dimostrarlo per altri 4 anni!

 

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