Riflessioni di Carlo Guglielminotti

Martedì 07 Aprile 2020 15:09 stefano
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Riflessioni di oggi

Lungo il guado della delicata esperienza in corso, alcune riflessioni che cercano di spingersi oltre l’emergenza nel prefigurare scenari possibili di vita associativa edauspicabili sul fronte di cambiamenti legislativi profondi

Associazionismo sportivo – Fase storica per sperimentare costumi di un tempo e per affrontare questioni di fondo

L’associazionismo sportivo attende dalle istituzioni governative ed a cascata da quelle di settore delle misure emergenziali. Sul fronte delle uscite la sospensione ed il rinvio nel tempo di pagamenti di tributi, contributi previdenziali, tasse federali e rate di mutui ICS; sul fronte delle entrate la possibilità di accedere a risorse a vario titolo (contributi a fondo perduto, prestiti a condizioni favorevoli).

Una possibile contrazione della liquidità in fase di riavvio delle attività, e non solo, dovrebbe stimolare le dirigenze delle associazioni sportive che operano a livello di settore giovanile a valutare la possibilità di ricorrere ad una “buona pratica”: il baratto. Le famiglie in difficoltà al posto delle quote corsi per i figli potrebbero per esempio donare del tempo. Ipermercati e supermercati, che di liquidità viceversa stanno facendo il pieno, potrebbero “adottare” i sodalizi attraverso forniture agevolate di beni. A loro volta le associazioni, anch’esse di riflesso indebolite nella cassa, nei confronti di proprietari (pubblici e privati) degli impianti, piuttosto che di alcune tipologie di fornitori potrebbero offrire, a fronte di una scontistica, pacchetti di corsi gratuiti, per esempio anche e soprattutto a favore di contesti sociali disagiati.

La delicata esperienza virale in atto dovrebbe tuttavia rappresentare l’occasione per il legislatore, di concerto con gli Stati Generali dello Sport, per mettere mano ad alcune storture legislative di fondo, innanzi alle quali da tantissimo tempo la tendenza è stata quella di chiudere gli occhi.

Due su tutte. La prima trova il suo fondamento proprio nel testo di uno dei primi provvedimenti emergenziali del Presidente del Consiglio dei Ministri nel febbraio trascorso, allorché per disciplinare le attività all’interno degli impianti, si fa distinzione fra lo sport agonistico e l’attività fisico-motoria. Questa ultima svolta per finalità extra-agonistiche e meritevoli di attenzione (prevenzione malattie, rieducazione del fisico, …), ma non più sotto il cappello di una legislazione statale (in primis tributaria) non congrua. Sono maturi i tempi per una legge-quadro sull’imprenditoria del benessere psico-fisico, modulata nel tempo nel carico fiscale e previdenziale, in quanto trattasi soprattutto di persone laureate in scienze motorie che non trovano spazio lavorativo nell’istituzione scolastica. Agevolata anche per ciò che concerne il “personale” che opera nel settore. E qui la seconda stortura da sanare.

Si tratta del cosiddetto “popolo dei 10.000 euro”, che va per esempio dal pallavolista della Serie A1 alla promessa sportiva improvvisata aiuto allenatore, passando appunto per i collaboratori nel settore dell’attività fisico-motoria non agonistica. Tutti accomunati dall’essere remunerati con delle somme forfetarie che fino alla soglia annua di 10.000 euro non sono considerate reddito, e quando la superano, sono sì reddito, ma non di lavoro (sic!). Per evitare che l’associazionismo debba versarvi in rapporto contributi previdenziali e premi assicurativi. E così questo popolo “invisibile”, al quale il decreto legge emergenziale di marzo dedica un intero articolo che premia i primi suoi 83.333 componenti che giungeranno al traguardo della corsa al sussidio di € 600, si scopre nudo in termini di sicurezze sociali. Dopo circa venti anni di esistenza. Anche in questo caso, sedute tutte le parti intorno ad un tavolo, l’auspicio è quello che il modello della Legge Biagi in materia di collaborazioni accessorie, opportunamente rimodulato ma senza apportare alcun aggravio (di spesa e burocratico) per l’associazionismo e per gli imprenditori del benessere psico-fisico, possa assegnare un volto ed una dignità al “popolo dei 10.000 euro”.

Biella, 6 Aprile 2020 - Carlo Guglielminotti Bianco

 

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