Riflessioni di Carlo Guglielminotti

Martedì 07 Aprile 2020 15:09 stefano
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Riflessioni del 14 agosto 2020

SPORT DILETTANTISTICO - DECRETO LEGGE “AGOSTO” IN ATTESA DI PUBBLICAZIONE SULLA GAZZETTA UFFICIALE – DUE ARGOMENTI:COLLABORAZIONI SPORTIVE E CREDITO DI IMPOSTA PER CHI FA PUBBLICITA’ ALLA PROPRIA ATTIVITA’ ECONOMICA ATTRAVERSO LO SPORT, ESCLUSO QUELLO OPERANTE IN REGIME FORFETTARIO EX LEGGE 16 DICEMBRE 1991, N. 398

IL “GIALLO” DI QUESTA ESCLUSIONE “AGGIUNTA” AL TESTO ORIGINARIO CASSATO UN MESE ADDIETRO DALLA COMMISSIONE V DELLA CAMERA DEI DEPUTATI QUALE EMENDAMENTO AL COSIDDETTO “DECRETO LEGGE RILANCIO” – NOTE

Passiamoli in rassegna in breve.
Il Decreto Legge per ora conosciuto come “DL Agosto”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 7 Agosto trascorso, controfirmato dal Presidente della Repubblica, “bollinato” dalla Ragioneria Generale dello Stato in data 13 Agosto 2020 ed in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, contiene due articoli dedicati al mondo sportivo.

1. COLLABORAZIONI SPORTIVE (ART. 12)

La concessione del sussidio di € 600 favore delle collaborazioni sportive, gestita dalla società Sport&Salute spa, viene estesa per il suddetto importo al mese di Giugno 2020. La nuova dotazione di risorse ammonta complessivamente ad € 90milioni e quindi è destinata a soddisfare 150.000 persone (di cui 117.000 già censite, le quali riceveranno in via automatica l’importo sopra indicato).

Entro 7 giorni dalla pubblicazione del Decreto Legge Agosto sulla Gazzetta Ufficiale saranno emanate le istruzioni per la presentazione della istanza da parte di coloro che debuttano sul portale di Sport&Salute spa.

2. SPESE DI PUBBLICITA’/SPONSORIZZAZIONI SPORTIVE – CREDITO DI IMPOSTA  (ART. 81) (scarica il testo)

La materia è quella della del credito di imposta a favore di coloro che, in base a certi parametri soggettivi ed oggettivi,  acquisteranno entro il prossimo 31 Dicembre 2020 da Asd/Ssdrl degli spazi pubblicitari, abbinandovi eventualmente logo e ragione sociale  alle divise da gioco / di riposo piuttosto che alla stessa denominazione sociale del club sportivo od ancòra alla intitolazione di un evento, di un impianto sportivo. La misura del credito di imposta è pari al 50% della spesa di pubblicità/sponsorizzazione sostenuta.

L’argomento merita un approfondimento. In media negli ultimi 20 anni in Italia le aziende (in minima parte quelle non residenti ) acquistano annualmente spazi pubblicitari, richiedendo per la maggior parte dei casi una visibilità esclusiva o preponderante (sponsorizzazioni), da associazioni sportive dilettantistiche, da società di capitali sportive dilettantistiche e da società di capitali sportive professionistiche per circa 2 miliardi di euro.

Il credito di imposta in parola ammonta ad € 60milioni. Una cifra considerevole. Altro elemento: l’operazione che innesca questo ennesimo credito di imposta è piuttosto semplice: a fronte del bonifico bancario alla asd/ssdrl, questa ultima emette la relativa fattura con tanto di prova della cessione degli spazi  pubblicitari (immagini su base cartacea o multimediale).

Alla luce di quanto sopra, non è da escludersi a priori una coincidenza di interessi da parte dell’Erario e di quella fetta del mondo sportivo (professionistico e dilettantistico) dai fatturati superiori ai 400.000 euro annui nell’escludere dal meccanismo la consistente area popolata delle asd/ssdrl in regime forfettario, capaci di drenare delle risorse ai club militanti nelle massime serie dei campionati nazionali degli sport previsti nei programmi dei Giochi Olimpici che, di norma, richiedono budget ben superiori alla soglia di ricavo di € 400.000 ex Legge n. 398/1991.

Quanto sopra potrebbe trattarsi di una congettura, sta di fatto che la “esclusione” in parola viene “aggiunta” senza colpo ferire quale ultimo periodo del comma 1 dell’art. 81 al testo originario della norma cassata un mese addietro dalla Commissione V della Camera dei Deputati per motivi di copertura finanziaria della agevolazione in parola.

Il decreto legge, una volta pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, entra in vigore tuttavia nei 60 giorni successivi, in sede della sua conversione in legge nelle aule parlamentari, può essere oggetto di modifiche. Chi lo sa se qualche esponente del mondo sportivo sotto soglia dei ricavi ex Legge n. 398/1991 possederà il peso contrattuale per fare sì che il legislatore sopprima l’aggiunta indigesta alla asd/ssdrl forfetarie?


Riflessioni del 7 agosto 2020

RIFORMA DELLO SPORT – COLLABORAZIONI SPORTIVE: PRESO ATTO DEI “VOLONTARI” PREMIATI UNA TANTUM SULLA BASE DEI RISULTATI OTTENUTI E RIMBORSATI PER LE MISSIONI DOCUMENTATE CON LE SOMME EX LEGGE DEI 10.000 EURO, TUTTE LE ATTUALI COLLABORATRICI E COLLABORATORI SPORTIVI “REMUNERATI” ATTRAVERSO IL SUDDETTO STRUMENTO IN ESSERE DAL 1999  COME SARANNO INQUADRATI?

BOZZA 9 LUGLIO 2020: NASCE LA FIGURA DEL “LAVORATORE SPORTIVO” (DILETTANTISTICO O PROFESSONISTICO SENZA DISTINZIONI DI SORTA) A TRE LIVELLI: LAVORATORE SUBORDINATO, LAVORATORE CO.CO.CO. E LAVORATORE OCCASIONALE.

Preso atto ieri dell’ impraticabilità, sancita dalla Riforma dello Sport, di impiegare il meccanismo della “Legge dei 10.000 euro” per disciplinare fiscalmente l’ “ingaggio”, cioè la somma promessa dalla Asd / Ssdrl  come compenso alla collaboratrice / al collaboratore ingaggiato al momento dell’attribuzione dell’incarico di atleta, tecnico, preparatore atletico …, la domanda sorge spontanea:

♦ una volta entrata in vigore la Riforma dello Sport, poiché il ricorso all’ “ingaggio”, di fatto sdoganato dal legislatore fiscale nel 1999 ed accettato dalle istituzioni sportive, è prassi comunque molto diffusa anche nel mondo dello sport non professionistico (in particolare nelle discipline sportive di squadra),  che cosa succederà?

Nel documento WORD qui allegato (SCARICA LA TABELLA SINOTTICA) la risposta condensata nella nascita della figura del “lavoratore sportivo” (professionistico o dilettantistico senza distinzioni di sorta a livello di ordinamento giuridico, mentre sotto l’aspetto del diritto sportivo potrebbero essere posti delle soglie alle “remunerazioni” degli sportivi da parte delle FSN in cui sono vigenti i due regimi di attività agonistica, professionistico e dilettantistico).

 

Riflessione del 6 aprile 2020

Lungo il guado della delicata esperienza in corso, alcune riflessioni che cercano di spingersi oltre l’emergenza nel prefigurare scenari possibili di vita associativa edauspicabili sul fronte di cambiamenti legislativi profondi

Associazionismo sportivo – Fase storica per sperimentare costumi di un tempo e per affrontare questioni di fondo

L’associazionismo sportivo attende dalle istituzioni governative ed a cascata da quelle di settore delle misure emergenziali. Sul fronte delle uscite la sospensione ed il rinvio nel tempo di pagamenti di tributi, contributi previdenziali, tasse federali e rate di mutui ICS; sul fronte delle entrate la possibilità di accedere a risorse a vario titolo (contributi a fondo perduto, prestiti a condizioni favorevoli).

Una possibile contrazione della liquidità in fase di riavvio delle attività, e non solo, dovrebbe stimolare le dirigenze delle associazioni sportive che operano a livello di settore giovanile a valutare la possibilità di ricorrere ad una “buona pratica”: il baratto. Le famiglie in difficoltà al posto delle quote corsi per i figli potrebbero per esempio donare del tempo. Ipermercati e supermercati, che di liquidità viceversa stanno facendo il pieno, potrebbero “adottare” i sodalizi attraverso forniture agevolate di beni. A loro volta le associazioni, anch’esse di riflesso indebolite nella cassa, nei confronti di proprietari (pubblici e privati) degli impianti, piuttosto che di alcune tipologie di fornitori potrebbero offrire, a fronte di una scontistica, pacchetti di corsi gratuiti, per esempio anche e soprattutto a favore di contesti sociali disagiati.

La delicata esperienza virale in atto dovrebbe tuttavia rappresentare l’occasione per il legislatore, di concerto con gli Stati Generali dello Sport, per mettere mano ad alcune storture legislative di fondo, innanzi alle quali da tantissimo tempo la tendenza è stata quella di chiudere gli occhi.

Due su tutte. La prima trova il suo fondamento proprio nel testo di uno dei primi provvedimenti emergenziali del Presidente del Consiglio dei Ministri nel febbraio trascorso, allorché per disciplinare le attività all’interno degli impianti, si fa distinzione fra lo sport agonistico e l’attività fisico-motoria. Questa ultima svolta per finalità extra-agonistiche e meritevoli di attenzione (prevenzione malattie, rieducazione del fisico, …), ma non più sotto il cappello di una legislazione statale (in primis tributaria) non congrua. Sono maturi i tempi per una legge-quadro sull’imprenditoria del benessere psico-fisico, modulata nel tempo nel carico fiscale e previdenziale, in quanto trattasi soprattutto di persone laureate in scienze motorie che non trovano spazio lavorativo nell’istituzione scolastica. Agevolata anche per ciò che concerne il “personale” che opera nel settore. E qui la seconda stortura da sanare.

Si tratta del cosiddetto “popolo dei 10.000 euro”, che va per esempio dal pallavolista della Serie A1 alla promessa sportiva improvvisata aiuto allenatore, passando appunto per i collaboratori nel settore dell’attività fisico-motoria non agonistica. Tutti accomunati dall’essere remunerati con delle somme forfetarie che fino alla soglia annua di 10.000 euro non sono considerate reddito, e quando la superano, sono sì reddito, ma non di lavoro (sic!). Per evitare che l’associazionismo debba versarvi in rapporto contributi previdenziali e premi assicurativi. E così questo popolo “invisibile”, al quale il decreto legge emergenziale di marzo dedica un intero articolo che premia i primi suoi 83.333 componenti che giungeranno al traguardo della corsa al sussidio di € 600, si scopre nudo in termini di sicurezze sociali. Dopo circa venti anni di esistenza. Anche in questo caso, sedute tutte le parti intorno ad un tavolo, l’auspicio è quello che il modello della Legge Biagi in materia di collaborazioni accessorie, opportunamente rimodulato ma senza apportare alcun aggravio (di spesa e burocratico) per l’associazionismo e per gli imprenditori del benessere psico-fisico, possa assegnare un volto ed una dignità al “popolo dei 10.000 euro”.

Biella, 6 Aprile 2020 - Carlo Guglielminotti Bianco

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Agosto 2020 18:33

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